lunedì 27 febbraio 2012

L'aneddoto del genitorino credente

 "Allora figliolo, sappi che ti ha creato Dio. Lui vede tutto quello che fai e sa tutto quello che pensi. In ordine a ciò quando morirai andrai all'Inferno o al Paradiso. All'Inferno brucerai per l'eternità, mentre al Paradiso sarai contento per sempre. Quindi fai il bravo". 
No dico, ma vi rendete conto che è questo ciò che più o meno volontariamente viene detto ai bambini di quasi tutto il mondo ogni giorno? Siamo coscienti, che diamine, che ciò è patologico e fonte di patologie di per sé? 
 Ora, io non ho a cuore cose come la pace e la giustizia nel mondo, dal momento che non le ritengo questioni degne di ricerca, ma vorrei portare alla luce il torto che si fa alla verità e anche all'onestà con affermazioni che senz'altro miliardi di persone fanno guardando negli occhi la prole che dicono di amare. 
 Ti aspetti che tuo figlio farà del "bene" disinteressato dopo aver creduto a questa orrenda menzogna? Lo hai reso un individuo migliore, caro il mio genitorino credente? L'unico bene che gli hai fatto, qualora sia per indole abbastanza autonomo mentalmente, è di averlo allontanato dai tuoi idoli immondi e bugiardi. Ma se così non fosse lo hai solo posto dinanzi a una paura. Anzi sei andato oltre: lo hai posto dinanzi a una paura che potrebbe tormentarlo in vita, altro che dopo la morte!
 L'amore dei genitori... siamo tutti d'accordo che quella sopra riportata è una cattiveria nei confronti del pargolo ingenuo, credo. E allora perché è la mamma amorevole a fare una tale cattiveria nei confronti del figlio? E' la società a farle compiere l'insano gesto. Il conformismo, anche una sorta d'istinto animale. E questo della bugia dell'inferno non è che un esempio di come tale fatto sociale sia concreto, influente: tutti obbediscono a leggi e lo fanno più o meno coscientemente. Per obbediere a tali leggi si compiono atti del genere senza accorgersi della loro relativa atrocità.

venerdì 24 febbraio 2012

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Inauguro un blog quanto meno ambiguo: che intendo per "realista"? E a che contesto mi riferisco? Verrà tutto col tempo, ogni singola spiegazione avrà il suo momento di gloria. Ciò che prometto è che scriverò esclusivamente se ispirato. Tranquilli, non accadrà spesso. Ma almeno il mio obiettivo ve lo devo. 
Io non voglio nulla di ciò che concepite. Non me ne faccio molto di denaro, potere e donne. O meglio, so che tutto questo mi sarebbe d'aiuto per passare il tempo mentre aspetto ciò che voglio veramente.
Io voglio di più. Voi non immaginate nemmeno cosa voglio io, avete perso da anni il gusto per la raffinatezza di ciò che cerco. Capirai, voi morirete senza aver mai vissuto, cosa vi descrivo a fare ciò che davvero rende la vita degna di essere vissuta? 
"Bah - mi direte - chi si crede di essere costui per poter sentenziare su qual'è il vero significato di tutto?".
Già, fate bene a non darmi importanza... magari è l'unico tratto di nobiltà che scorgo in voi. Più probabilmente sono e saranno le vostre difese che agiscono per tenervi all'oscuro della Verità. Ma tanto prima o poi cercherete di dissuadermi e vedrete che non ci riuscirete. Ho troppi, troppi argomenti a favore della mia tesi. Essa è una fortezza inviolabile. Non ci entrerete mai, ma siete ad ogni modo i benvenuti.