A pranzo non controllo il telecomando, per cui lasciate che mi sfoghi ora: vorrei portare l'attenzione vostra sulla puntata di oggi di Italia sul Due. Parlasi di "dono della fede", e per farlo mamma Rai ha fatto ricorso a un trust di cervelli dalla cultura manifesta oltre che manifestamente obiettiva. Un plotone di tuttologi cattolici si sono confrontati con grande sagacia intorno all'argomento, presto raggiunti dalla fondamentale intervista ad Albano, non prima della storia della pecorella smarrita che era "prima ateo, poi agnostico perché mi sembrava troppo, e infine ho ascoltato la parola".
Vederli arrabattarsi mi ha fatto venire nostalgia di quando sentendo parlare gli adulti pensavo "ah, quando sarò saggio come loro...". Oggi più che altro penso "ah, hanno il doppio se non il triplo della mia età e ancora non hanno capito un cazzo...". Vediamo, vi prego, come sarebbe andata se avessero invitato un ventenne dalla cultura scolastica medio-bassa quale io sono:
1 - se dai per scontata l'esistenza del dio cattolico hai torto a prescindere su qualunque cosa tu stia analizzando, dalla natura dell'essere al perché del colore della cacca.
2 - la dialettica su cosa sia più difficile tra essere atei ed essere credenti è più ridicola di quella tra maschi e femmine ai tempi delle elementari. Sono quasi sicuro di non essere l'unico a pensare che un'opinionista televisivo non possa dare una risposta degna di considerazione.
3 - Pascal, come più che altro mi ha ricordato mia sorella, non era cattolico e di sicuro non lo rende cattolico l'aver detto che credere in dio conviene. Se non capisci questo concetto dimmelo, te lo spiegherò volentieri e se ci riesco ti offro delle discrete basi di logica, quanto basta per saper sommare due numeri uguali.
1 - se dai per scontata l'esistenza del dio cattolico hai torto a prescindere su qualunque cosa tu stia analizzando, dalla natura dell'essere al perché del colore della cacca.
2 - la dialettica su cosa sia più difficile tra essere atei ed essere credenti è più ridicola di quella tra maschi e femmine ai tempi delle elementari. Sono quasi sicuro di non essere l'unico a pensare che un'opinionista televisivo non possa dare una risposta degna di considerazione.
3 - Pascal, come più che altro mi ha ricordato mia sorella, non era cattolico e di sicuro non lo rende cattolico l'aver detto che credere in dio conviene. Se non capisci questo concetto dimmelo, te lo spiegherò volentieri e se ci riesco ti offro delle discrete basi di logica, quanto basta per saper sommare due numeri uguali.
Infine lasciatemi puntualizzare: Papa Ratzinger è di sicuro un papa migliore di Wojtyla, e lo dico perché sto parlando dell'uomo papa e non dell'uomo simpatico e democratico. Benedetto XVI è la voce del Cristianesimo vero, reale, depurato da qualunque aggiunta degli ultimi secoli. Prendiamo l'ultimo caso: è stato criticato per aver detto che la Chiesa non può accettare le sacerdotesse, riassunto per i profani. Scandalo per le strade e terrore suburbano! Ha detto semplicemente la fottuta verità. Il Cristianesimo che adotta la Bibbia non può accettare sacerdoti donne! Non ti piace la cosa? Che aspetti a sbattezzarti? Dai, ti accompagno io che è da troppo che rimando!
Per aprire ai gay e alla laicità ci vuole un papa bonaccione o magari democratico. Per dire la verità sul Cristianesimo ci vuole un papa forte - anche di stomaco - e col coraggio di sentirsi criticare.
Il resto lo lascio volentieri al sarcofago cubico, come Capa suole chiamare la TV.
