martedì 27 marzo 2012

Confessione

Non so se disprezzare di più i giovani, con le loro assurde pretese di ragione e di diritti scontati o gli adulti, soddisfatti di una vita amorfa e bestiale. Lo so, non è colpa loro se sono così. Eppure mi nauseano lo stesso, tanto che non posso starvi a contatto per troppo a lungo senza provare un disgusto ai limiti del rigetto.
La cosa non fa altro che farmi stare peggio, ma anch'io, come loro, non ho colpa delle mie meschinità.
Dunque questo mondo senza colpe, come io l'ho concepito, non riesce comunque a piacermi, malato di contemptus come sono.
Noia, noia, inquietudine, ansia, paura, angoscia, panico, terrore, panico, angoscia, paura, ansia, inquietudine, noia, noia, noia e così via... il tutto condito dalla totale assenza di speranza nel ritorno delle illusioni a farmi visita.
E perché dovrebbero? Le ho schifate a tal punto, come tutte le persone che tenevano a me e io ho maltrattato apposta perché se ne andassero...
Noia, solitudine, senso di colpa, dolore vuoto e nient'altro che una calma stagnante e putrida, una carcassa che galleggia e inquina.
Sì, dopo la mia lunga assenza ho deciso di sfruttare questo spazio per sfogare la desolazione, la pressione del vuoto. Il prossimo poveraccio che mi dirà che non sarà per sempre così mi vedrà ridergli in faccia. "Ahahahahahahahah! Hai ragione carissimo, non sarà così per sempre". Niente è per sempre, solo il tutto. E fino a prova contraria nulla è il tutto apparte il tutto in sé. Paradosso meraviglioso e terribile, già.

mercoledì 14 marzo 2012

Misoginia

Stolte femmine, dite ordunque la verità: a voi interessa la sicurezza. E la sicurezza deriva dalle situazioni prevedibili, le quali a loro volta derivano dalle persone prevedibili. Ah davanti a quale verità scomoda vi ho messe! Sì, storcete il naso quanto vi pare, ma è così e nessuno può dimostrarmi il contrario, mentre io posso ben stipulare una teoria credibile così pura da ammettere anche le dovute eccezioni lì apposta per confermarla.
Bah, perdo tempo a parlare ai muri mentre la vodka mi porta dritto dritto alla ragione e alla misoginia.

sabato 10 marzo 2012

Religione è monarchia. Fattene una ragione


Non ha senso, per due omosessuali, pretendere che la Chiesa cambi concezione su di loro e li accetti. Se ne facciano una ragione, la religione è bigottismo e chiusura mentale, i testi sacri sono molto chiari sull'omosessualità.
Tutto il resto sono solo chiacchiere per cercare di dare l'idea di un Cristianesimo democratico. Né il Cristianesimo, né alcuna religione rivelata sono democratici. Fine.

domenica 4 marzo 2012

Tanti ma fatti male

Abbiate pazienza ma a me paiono tanto brutti... è la prova che la bellezza non conta molto ed è più importante la superficialità. Della serie "se non è superficiale non lo vogliamo". Care ragazze, è questo culto dell'omologazione che trovo davvero troppo antiestetico. Non ve ne faccio certo una colpa, se siete così è perché la società vi voleva così. E non faccio certo distinzioni di genere, intendiamoci. E' solo che dal mio punto di vista mi importa poco della meschinità maschile, you know!
Ancora una volta esco di casa solo per ottenere un incremento percentuale della mia misogninia (sempre con ottimi risultati). Ma io vi sfido ad uscire e a concentrarvi sulla popolazione giovanile del vostro borgo cittadino senza provare un immenso disgusto.

sabato 3 marzo 2012

Il problema della superstizione

Non c'è nessun male nelle superstizioni di per sé. Il problema è quando si presume di dover mettere in atto lesioni della libertà altrui in virtù di tali superstizioni. O anche quando si vuole spacciare per vero ciò che con evidenza non lo è. Per poi discriminare ogni forma di vita non superstiziosa. C'è chi dice che si deve rispetto alla superstizione pur non condiviendola. Non vedo perché si dovrebbe portare rispetto ad essa piuttosto che ad un disturbo schizofrenico.
Difatto provate a definire la malattia mentale. Ecco, capite da voi analogie e differenze con la superstizione. O religione che dir si voglia.

venerdì 2 marzo 2012

Chi'mmo faffà?

Ogni volta che esco di casa mi chiedo chi me l'abbia fatto fare. Questa sera non ha fatto eccezione.
Direte voi che uscire venerdì sera da soli deprimerebbe chiunque, ma io mi sentivo esattamente come quando sono in compagnia. Con la differenza che potevo andarmene quando volevo (e infatti me ne sono andato subito).
Non è curioso che io abbia le idèe chiarissime sulla natura dell'essere ma non sappia minimamente che caspio fare nel tempo libero che ogni tanto mi viene concesso dalla sorte? Misteri fidae...